strofinaccio ricamato con carretto siciliano e come sfondo le saline di Marsala
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Marsala, 11 Maggio: Dove la Storia si Intreccia con il Ricamo

Scopri il legame tra la storia di Garibaldi a Marsala e le tradizioni artigianali siciliane. Poesia, coffe e ricami unici per celebrare l’11 maggio, una data molto importante non solo per chi vive a Marsala ma per tutta l’Italia. Oltre ad essere un giorno di celebrazioni istituzionali è il giorno in cui il vento di scirocco sembra ancora sussurrare le grida dei garibaldini, il giorno in cui il mare dello Stagnone si tinge di un rosso che non è solo quello del tramonto, ma quello delle camicie di quegli uomini che, nel 1860, cambiarono per sempre il destino d’Italia.

Ma quest’anno, oltre alla storia dei libri, voglio raccontarvi la storia delle mani. Perché la Sicilia, e Marsala in particolare, non è fatta solo di grandi gesta eroiche, ma di una cultura millenaria che si tramanda attraverso l**‘arte del ricamo**, l’intreccio delle fibre naturali e la conservazione di simboli che parlano di noi.

Strofinaccio ricamato con carrettino siciliano e le coffe, piccole borse tipiche. Come sfondo le saline di Marsala

L’approdo della Storia: 11 Maggio 1860

Tutto ebbe inizio qui, in questa punta estrema della Sicilia occidentale, dove l’Africa sembra quasi di poterla toccare. Quando il Piemonte e il Lombardo fecero il loro ingresso nel porto di Marsala, protetti quasi per caso (o per destino) dalle navi inglesi presenti per il commercio del vino, ebbe inizio l’epopea risorgimentale.

Garibaldi scelse Marsala per la sua posizione strategica, ma forse, inconsciamente, scelse questa terra per la sua luce. Una luce che oggi cerchiamo di replicare nei nostri manufatti e che allora illuminò il primo passo verso l’Unità d’Italia. Commemorare oggi lo sbarco significa onorare il coraggio del cambiamento, lo stesso coraggio che serve oggi a noi artigiani per mantenere vive le tradizioni in un mondo che corre troppo velocemente.

La Natura come Maestra d’Arte

Come scrivo nella mia poesia “I Colori della mia Sicilia”,

I Colori della mia Sicilia

La natura, una ricamatrice provetta,

nella mia bella Sicilia di ricami ha abbondato,

scegliendo i bei caldi colori che noi siciliani amiamo.

Ha ricamato con tutte le sfumature dell’azzurro

un cielo ed un mare da ammirare.

Ha scelto il rosso per tingere

i bei tramonti e i geranei in fiore.

Ha preferito il verde per creare

i bei prati dove le greggi poter pascolare.

Ha voluto il bianco per creare

i bei mucchi di sale luccicanti al sole

e poi tutti i toni del giallo e dell’arancio

per ricordarci degli ottimi agrumi maturi da poter assaporare.

In questa terra ricca di luci di colori e odori,

le donne siciliane hanno voluto copiare

ciò che madre natura ha saputo fare,

continuando con gusto a ricamare

le bellezze della sicilia e poterle raccontare.

Autore: MariGiò

La prima vera artista di questa terra è la natura stessa. Prima che l’uomo imparasse a tessere, la nostra isola aveva già ricamato orizzonti mozzafiato.

Pensate alle saline. Quei cumuli di sale bianco, perfetti e geometrici, che brillano sotto il sole cocente, non sono forse dei ricami naturali sulla terra brulla? E il blu del mare, che varia dall’azzurro chiarissimo della costa fino al blu profondo del Canale di Sicilia: è un gradiente cromatico che ogni ricamatrice cerca di catturare con il filo di seta o di cotone.

Il giallo degli agrumi e il verde dei pascoli sono la nostra tavolozza quotidiana. Chi nasce in Sicilia viene educato alla bellezza fin dal primo vagito; i nostri occhi sono “foderati” di colori accesi che non accettano il grigio della monotonia.

L’Arte del Ricamo a Marsala: Un Linguaggio Silenzioso

In occasione di questa ricorrenza, le mostre e i convegni affollano i palazzi storici della città. Ma c’è una mostra permanente che vive nelle case dei marsalesi: è quella del corredo, del ricamo ad ago e del lavoro all’uncinetto.

Il ricamo siciliano non è un semplice passatempo. È una forma di scrittura. Le nostre nonne scrivevano speranze e sogni sulle lenzuola di lino, usavano l’uncinetto per creare bordure che sembrano architetture barocche in miniatura. In questo contesto, il mio lavoro si inserisce come un omaggio moderno a questa eredità. Utilizzare il punto croce per raffigurare il Carretto Siciliano, ad esempio, significa tradurre la pittura popolare su legno in una pittura su stoffa. Ogni crocetta è un pixel di storia che compone l’immagine finale.

La Coffa: Da Cesta Agricola a Icona di Stile

Se c’è un oggetto che rappresenta il legame indissolubile tra la terra e l’arte a Marsala, questo è la coffa. Originariamente, la coffa era un oggetto d’uso puramente agricolo. Intrecciata a mano utilizzando le foglie tenere della Palma Nana (la curina), serviva ai contadini per dare il foraggio ai cavalli o per trasportare sementi. Era la borsa degli umili, un oggetto fatto di terra e di fatica.

Oggi, la coffa vive una seconda giovinezza. È diventata un accessorio d’alta moda, ma la sua anima resta la stessa. Nelle mie creazioni artigianali, ho voluto reinterpretare la coffa trasformandola in piccoli ciondoli realizzati all’uncinetto. Perché? Perché volevo che quel simbolo di appartenenza potesse essere portato vicino al cuore, come un amuleto che ci ricorda da dove veniamo. Decorate con specchietti, nappine variopinte (i pompom) e nastri, le mie coffe in miniatura sono un concentrato di sicilianità:

  • Lo specchietto: per riflettere la luce e allontanare le malelingue (secondo la tradizione popolare).
  • Le nappine: che riprendono i colori delle bardature dei cavalli in festa.

Il Carretto Siciliano: Un Museo Viaggiante su Stoffa

L’altro pilastro della mia produzione artigianale che presento in questo 11 maggio è lo strofinaccio ricamato con il carretto siciliano. Il carretto è il simbolo per eccellenza dell’identità isolana. Anticamente, serviva a trasportare merci, ma i proprietari facevano a gara per chi lo avesse più decorato. Era un modo per raccontare la propria dignità e la propria storia attraverso le immagini dei Paladini di Francia o delle scene sacre.

Ricamare un carretto su uno strofinaccio da cucina significa portare l’arte nel luogo più sacro della casa: la cucina, dove nasce il convivio. È un modo per dire che l’arte non appartiene solo ai musei, ma deve far parte della nostra vita quotidiana. Un accessorio che unisce la funzionalità di un oggetto domestico all’eleganza di un’opera fatta a mano.

Perché l’Artigianato è l’Unica vera Resistenza

Celebrare lo Sbarco dei Mille significa celebrare la libertà. E oggi, la libertà più grande è quella di creare qualcosa con le proprie mani. In un’epoca di produzione di massa, scegliere un oggetto artigianale di Marsala significa possedere un pezzo unico, irripetibile, carico di energia e passione.

Le mie creazioni, dalle coffe ciondolo agli strofinacci ricamati, sono pensate per chi ama la Sicilia non come un semplice turista, ma come un “viaggiatore dell’anima”. Sono souvenir raffinati per chi vuole portare con sé un frammento di sole siciliano, o regali preziosi per chi sa apprezzare il tempo che occorre per realizzare un ricamo perfetto.

Mentre le celebrazioni dell’11 maggio si avviano alla conclusione e le luci si accendono sulle facciate delle chiese barocche di Marsala, io torno al mio banco di lavoro. Il mio ago continua a muoversi, il mio uncinetto continua a intrecciare.

La Sicilia è una terra che ha subito molte invasioni, ma ha saputo “digerire” ogni cultura, trasformandola in bellezza. Noi siciliani siamo così: siamo un po’ greci, un po’ arabi, un po’ normanni e un po’ spagnoli. Ma siamo soprattutto figli di una natura che ci ha insegnato a ricamare il mondo.

Spero che attraverso i miei lavori e la mia poesia, possiate sentire anche voi il profumo del sale, il calore del sole e l’orgoglio di una terra che, proprio come i Mille, non ha mai smesso di lottare per la propria bellezza.