
Guida Completa ai Punti Base del Ricamo – Il Punto Filza
Sei alla ricerca di punti semplici da realizzare? Desideri impreziosire la biancheria della tua casa? Ho il piacere di condividere con te una piccola guida su come eseguire uno dei punti base del ricamo, il più semplice in assoluto: il punto filza.
Il ricamo come già saprai è un linguaggio molto profondo, ha attraversato la storia dell’umanità e se questo linguaggio avesse un alfabeto, il punto filza ne sarebbe senza dubbio la prima lettera. Spesso sottovalutato per la sua apparente semplicità, questo punto di ricamo è definito dalle ricamatrici esperte come le fondamenta assolute dell’arte del ricamo.
In questa guida esploreremo la storia, la tecnica di questo punto di ricamo universale, capace di trasformarsi da umile strumento di sartoria a raffinata espressione artistica.

Il punto filza è il punto base con cui ogni principiante inizia a prendere dimestichezza con il tessuto. La sua struttura è molto semplice: una linea tratteggiata composta da piccoli segmenti di filo che appaiono e scompaiono sulla superficie a intervalli regolari.
Perché è considerato il “punto universale”? Può essere lavorato in orizzontale, verticale, diagonale o seguendo curve sinuose. Si adatta a qualsiasi supporto, dai tessuti a trama regolare (tela aida, lino, canovaccio) a quelli a trama fitta e compatta (seta, cotone, denim). È uno dei punti più veloci da eseguire, ideale per delineare contorni o creare riempimenti testurizzati in poco tempo.
Un Viaggio nella Storia dal Settecento al Sashiko Giapponese
Il punto filza non conosce confini, è un filo conduttore che unisce tradizioni distanti migliaia di chilometri. Nei raffinati laboratori del XVIII secolo, il punto filza era la base per lavori complessi. Veniva utilizzata per tracciare i contorni di motivi floreali e per garantire stabilità ai tessuti preziosi prima di procedere con imbottiture o punti pieni. La sua funzione era quella di creare sfumature delicate e strutture invisibili ma fondamentali.
Il Fascino del Sashiko Giapponese

La massima elevazione artistica del punto filza si trova nel ricamo Sashiko. Nata come necessità contadina per rinforzare i tessuti usurati, questa tecnica trasforma la filza in un elemento geometrico puro. Attraverso il “dentro e fuori” dell’ago, nascono trame ipnotiche che ricordano le onde del mare “Seigaiha” che significa onde del mare blu, o i fiori di ciliegio, dove il punto non è solo decorazione, ma struttura e resistenza.
Tecnica di Esecuzione: Come Fare un Punto Filza Perfetto

La regola aurea del punto filza è il ritmo. Un buon ricamo si riconosce dalla costanza millimetrica dei punti e degli spazi.
Per un’esecuzione classica su tessuti a trama regolare, si segue solitamente questa proporzione:
- punto standard: si prendono 2 o 3 fili di tessuto e se ne lasciano 5 o 6.
- profilo delicato: asi raccolgono solo 1 o 2 fili per un effetto simile a un sottile tratto di matita.
- effetto grafico: si lasciano spazi più ampi per un look moderno e arioso.
Il Movimento “Dentro e Fuori”
A differenza di altri punti che richiedono il telaio, il punto filza si esprime al meglio lavorando a mano libera. Tenere il tessuto tra le dita permette di “caricare” più punti contemporaneamente sull’ago prima di far scorrere il filo. Questo movimento fluido garantisce una tensione armoniosa e una velocità d’esecuzione superiore.
Dal Punto Scritto al Punto Holbein
Non lasciatevi ingannare dalla sua linearità: il punto filza è un vero trasformista. Dalle sue variazioni nascono punti complessi e affascinanti:
punto scritto o Holbein: quando una seconda riga di punti filza riempie esattamente gli spazi lasciati dalla prima, si ottiene una linea continua identica su entrambi i lati del tessuto.
punto filza intrecciato: un secondo filo (spesso di colore contrastante) viene fatto passare sotto i punti filza esistenti senza perforare il tessuto, creando un effetto a cordoncino o a catenella.
effetto punto raso: eseguendo file parallele e scambiando i punti (alternando punti lunghi e brevi), la filza può creare una superficie liscia e compatta molto simile al punto raso.
Il Punto Filza nel Cucito e nel Quilting
Oltre al ricamo decorativo, questo punto riveste ruoli tecnici fondamentali. Nella sartoria viene utilizzato come imbastitura. È il punto che unisce in maniera provvisoria i pezzi di un abito prima della cucitura definitiva. Un’imbastitura precisa è il segreto di un capo che cade perfettamente.
Nel cucito creativo e in particolar modo nel quilting e nella trapuntatura è il punto di cucitura più importante per tenere insieme i due tessuti con in mezzo l’imbottitura. Nel quilting a mano, la regolarità della filza assicura che l’imbottitura non si sposti, garantendo durata e calore al manufatto.
In un mondo così frenetico, il punto filza ci invita a ritrovare un ritmo lento e meditativo. Che tu stia restaurando un vecchio jeans con la tecnica Sashiko o decorando una tovaglia di lino, questo punto rimane una scelta di stile intramontabile. È la dimostrazione che non serve complicare la tecnica per ottenere la bellezza: bastano un ago, un filo e un movimento costante.